Rinosinusite cronica senza poliposi nasale: perché si manifesta e come si cura?

20. Ottobre 2026.

Rinosinusite cronica senza poliposi nasale: perché si manifesta e come si cura?

Un naso chiuso o che cola con sintomi come dolore facciale o alterazione dell’olfatto per più di 3 mesi può indicare una rinosinusite cronica. Esistono diverse opzioni di trattamento.

La rinosinusite cronica è una malattia infiammatoria della mucosa del naso e delle cavità paranasali, definita dalla presenza di una combinazione di sintomi caratteristici della malattia che dura più di 12 settimane.

Diagnosi
Si tratta della presenza di due o più sintomi, uno dei quali deve essere la congestione nasale o la secrezione nasale che può essere al naso, ma anche in gola, cosa molto comune nella rinosinusite cronica. Gli altri due sintomi sono il dolore al viso, descritto anche come mal di testa, e un disturbo o una completa perdita dell’olfatto.

Per la diagnosi sono necessari, oltre ai sintomi soggettivi, anche i segni oggettivi dell’infiammazione rilevati durante un esame clinico o una TC dei seni paranasali, come secrezioni purulente e gonfiore della mucosa nasale.

Secondo una classificazione, la rinosinusite cronica si presenta in due fenotipi clinici, vale a dire la rinosinusite cronica senza polipi nasali (a cui è dedicato questo articolo) e la rinosinusite cronica con polipi nasali.

Cause della rinosinusite cronica
La rinosinusite cronica si verifica a causa dell’interazione di molti fattori come la predisposizione genetica da un lato e fattori come la deformazione del setto nasale, l’infezione a lungo termine con alcuni batteri o funghi e le allergie.

Il disturbo di base che causa l’infiammazione dei seni è il blocco della bocca. Quando le bocche sono bloccate, viene impedito il movimento costante del muco sulla superficie della mucosa dei seni, una sorta di pulizia dei seni e lo scambio d’aria nei seni. Qualcosa come la messa in onda. Ciò provoca il gonfiore della mucosa e la ritenzione delle secrezioni nei seni, che è adatta alla riproduzione di vari microbi.

Il batterio più comunemente isolato nei pazienti con rinosinusite cronica è lo Staphylococcus aureus, seguito da alcuni batteri anaerobici. Esistono circa venti diversi funghi isolati da pazienti con rinosinusite cronica e si ritiene che l’Alternaria sia il più significativo nello sviluppo di questa infiammazione cronica.

Trattamento della rinosinusite cronica
Nel trattamento della rinosinusite cronica la prima linea è la terapia locale corticosteroidea con spray o gocce nasali. Molto importante è anche l’igiene nasale, che viene effettuata mediante risciacqui del naso con soluzioni isotoniche e ipertoniche. Utile anche il risciacquo con il cosiddetto corno di rinoceronte e aiutano anche le inalazioni delle suddette soluzioni, che possono essere arricchite con alcuni estratti di piante officinali.

L’antibiotico viene somministrato solo in caso di riacutizzazione della sinusite cronica, che si manifesta con sintomi generali come aumento della temperatura corporea, cattive condizioni generali e alterazioni dell’emocromo che indicano un peggioramento dell’infiammazione batterica.

Oggi grandi speranze sono riposte nella terapia biologica volta a bloccare l’attività di alcune molecole (interleuchine) che notoriamente svolgono un ruolo importante nei processi infiammatori della mucosa del naso e delle cavità paranasali.

Il trattamento chirurgico è indicato quando il trattamento conservativo sopra indicato risulta inefficace. Il metodo di trattamento chirurgico oggi preferito è la chirurgia endoscopica del seno. È un metodo minimamente invasivo volto ad allargare la bocca del seno. Si tratta di un metodo di grande successo che però non contribuisce alla cura dell’infiammazione cronica, ma crea i presupposti anatomici affinché l’infiammazione regredisca e con essa i sintomi della rinosinusite cronica.

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Questo testo è stato realizzato in collaborazione con portale “ADIVA – il tuo portale per la salute”